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Sherko Bekas

Dialoghi

Ho posato l'orecchio sopra il cuore
della terra.
Parlava d'amore, del suo amore
per la pioggia,
la terra.

Ho posato l'orecchio sul liquido cuore
dell'acqua.
Il mio amore, l'amor mio
è la sorgente, cantava
l'acqua.

L'ho posato sul cuore
dell'albero.
Della sua folta chioma,
- l'amore suo - diceva,
l'albero.

Ma quando accostai l'orecchio
all'amore stesso,
che non ha nome,
era di libertà che parlava,
l'amore.

La canna e il vento

Non era mai accaduto.
Nel boschetto
gli alberi erano tutti innamorati
di una canna
una cannuccia sottile
che amava invece il vento,
il vento che porta la pioggia.

Così il boschetto l'aveva ripudiata.

La canna innamorata
rispose"Per me,questo va bene".
Voi state pure tutti da una parte,
ché dall'altra c'è il vento della pioggia.
Così vuole il mio cuore.

Il boschetto offeso,
sentenziò la morte
per quell'innamorata dagli occhi di rugiada.
Chiamò il picchio dal becco forte,
e il picchio colpì nel cuore
tre,quattro,cinque volte
nel cuore della piccola canna.

Da quel giorno
la canna innamorata divenne flauto
e da quel giorno
le ferite degli amanti
parlano con le dita del vento
e cantano,
ovunque nel mondo,
da quel giorno.

Hugo Von Hofmannsthal



Disse, la donna amata: "Io non ti voglio
Trattenere, tu con me non hai fatto
Giuramenti. Chi può tenerli gli uomini!
La fedeltà per loro non è un patto.

Visita, amico mio, tutti i paesi,
Quelli che vuoi, e va per la tua strada,
E prendi tante donne per la mano
E dormi in tutti i letti che t'aggrada.

E se ti fermi dove il vino è aspro
Scegli soltanto malvasia per te,
Ma se ancora più dolce è la mia bocca
Torna, torna da me!".

James Laughlin



Reclinata su me i suoi capelli
fanno una grotta intorno

al suo volto, una macchia dove gli occhi
si intravedono appena e mi dice

che è una gatta e mi odia perché
io le faccio mostrare il suo piacere

e soffia come un gatto ma poi tenera
mette le mani sotto la mia nuca

e mi solleva la bocca fin dentro
quella sua oscura grotta dell'amore.

Vidyapati



Io mi avvicino al letto
e lui ride e mi guarda.
Frecce di fiori vanno
in giro per il mondo.
Oh, il gioco dell'amore!
Come posso descrivere
la sua voglia, il suo ardore!
Quanto più m'abbandono
più cresce la sua gioia.

Io mi sfilo la gonna,
e lui furtivo afferra
la mia ghirlanda. Vinta
ora è già la mia mente
e non ha più confini.
Ma la mia vita è persa
nei lacci del suo amore.
Lui beve le mie labbra.
Con il cuore che freme
lui mi strappa i vestiti.
Come non è più mio
il mio corpo se lui
con foga lo accarezza.
Ed io vorrei frenarlo
ma cedo a quell'ebbrezza.

Jean Arp



Annaffiami la luna.
Spazzolami i denti delle scale.
Trasportami nella tua valigia di carne sul mio letto d'ossa.
Cuocimi un tuono.
Raccogli i terremoti in una gabbia
e coglimi un mazzo di lampi.
Tagliati in due e mangia una di queste metà.
Eiaculati nell'aria orgogliosa dei getti d'acqua di Versailles.
Bruciati arrotolati a palla.
Sii una palla dal riso arcaico
che rotola intorno a una pillola.
Getta tutte le tue lingue alle rose.
Regola le tue lingue ai dolci rinoce-rosa.
Pasticciati un pasticcio.
Ranati in rana.
Poniti come firma sotto la mia lettera.

Luis Cernuda



Ti voglio.
Te l'ho detto con il vento
come un bruco gioca nella sabbia;
come un organo irato tempestoso;
te l'ho detto con il sole,
che dei giovani indora i corpi nudi
e nelle cose innocenti sorride;
l'ho detto con le nuvole
meste fronti che il cielo sostengono,
tristezze fuggitive;
l'ho detto con le piante
le diafane creature che si coprono
d'improvviso rossore;
te l'ho detto con l'acqua
vita lucente che nasconde l'ombra;
e te l'ho detto con la mia paura
e te l'ho detto con la mia allegria,
e con astio, e tremende parole.
Ma non mi basta:
oltre la vita voglio
dirtelo con la morte;
oltre l'amore voglio
dirtelo con l'oblio.

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