Paul Geraldy So che sono irritabile, geloso,
insoddisfatto, musone, esigente,
che a una parola già divento ombroso
e cerco spesso la lite per niente...
Per troppo amore t'amo così male.
Io t'insegno, ti sgrido, ti confondo...
Saresti più felice e meglio amata
se tu non fossi tutto ciò che al mondo
per me vale, e non fosse tormentata
da questo povero amore la mente.
Sempre, tutta la vita... Queste parole
stupide,
sì, le devi ridire, me le devi ripetere!
Noi due lasciarci! Dimmi... potremmo mai lasciarci?
Ti sembrerebbe folle, e mostruoso? Ripetilo!
Ho bisogno che tu mi rassicuri
di questa nostra eternità.
... Ma quando
il mio amico mi dice: "Ormai per sempre
è lei la tua compagna. Non sei illuso!
Non avrai che un amore. Vi sarete
sempre fedeli"... io sono un po' deluso.
Paul Verlaine
Ogni incrostata conchiglia che sta
In quella grotta in cui ci siamo amati
Ha la sua propria particolarità.
Una dell'anima nostra ha la porpora
Che ha succhiato nel sangue ai nostri cuori
Quando io brucio e tu a quel fuoco ardi;
Un'altra imita te nei tuoi languori
E nei pallori tuoi di quando, stanca,
Ce l'hai con me perché ho gli occhi beffardi.
Questa fa specchio a come in te s'avvolge
La grazia del tuo orecchio, un'altra invece
Alla tenera e corta nuca rosa;
Ma una sola, fra tutte, mi sconvolge.Overture
Voglio innalzarmi verso le vostre
cosce e chiappe,
Oh puttane, del vero Dio sole sacerdotesse,
Bellezze mature o no, novizie o professe,
E nelle fessure, nelle righe vostre vivere soltanto!
Piedi meravigliosi i vostri che van solo all'amante,
Con lui tornano e soltanto riposano
A letto durante l'amore, poi gentili accarezzano
Quelli dell'amante che stanco e sbuffante si queta.
Stretti, profumati, baciati, leccati, dalle piante
Sino alle dita, succhiate una dopo l'altra,
Sino alle caviglie, sino ai laghi di vene lente,
Piedi più belli dei piedi d'eroi e d'apostoli!
La vostra bocca amo tanto e i suoi giochi graziosi
Della lingua e delle labbra e quelli dei denti
Che mordono la lingua e a volte ancor meglio,
Giochetti piacevoli come metterlo dentro;
E i vostri seni, duplice monte d'orgoglio e di lussuria,
Tra i quali si issa talora il mio orgoglio virile
Per gonfiare a suo agio e fregare il testone:
Come un cinghiale delle valli del Parnaso e del Pindo.
Le braccia! Adoro anche le braccia sì belle, sì bianche,
Tenere e dure, paffute, nervose se è il caso e belle
E bianche come i culi e come loro eccitanti,
Calde nell'amore, dopo, fresche come tombe.
Possa mangiare le mani in cima a quelle braccia!
Carezza e pigrizia le hanno benedette,
Rivitalizzatrici del glande che sfugge,
Masturbatrici dalle infinite sollecitudini!
Ma tutto ciò è niente; o Puttane, nei confronti
Dei culi e delle vostre fiche, la vista e il gusto e l'odore
E il tatto trasformano in eletti i vostri fedeli,
Tabernacoli e Santi dei Santi dell'impudicizia.
Ecco perché, sorelle, verso le vostre cosce e chiappe
Voglio innalzarmi tutto, sole vere compagne,
Bellezze mature o no, novizie o professe,
E nelle fessure e nelle righe vivere soltanto.Ragazze
Buona semplice ragazza di strada
Come ti preferisco alle puttane
Che ci ingombrano i marciapiedi
Con lo strascico che non pulisce i piedi,
Bambole stupide e affettate
Solo dai vestiti occupate
O di acquisti e di scommesse
Su Parigi flagelli scatenati!
Tu mi sei un vero compagno
Che di notte salirebbe al grado.
E persino tra lenzuola pulite
Conserverebbe un aspetto maschile.
Amante alla buona,
Amica oltre che civetta,
Devi pur essere un ragazzino
Per tormentare il mio appetito.
Sì, possiedi maniere
Così scherzosamente efebiche
Che sembra di far peccato
(Poiché nascosto perdonato),
Se non che hai natiche bianche
Fresche braccia tonde e ampi fianchi.
E rimpiazzi quel che non hai
Con stimolanti ortodosse leccornie.
Sei un compagno tanto sei buono
Tanto sei sempre fuoco, fiamma
Se si tratta d'obbligare le persone
Anche soltanto coi tuoi pochi soldi
Fino a raddoppiare il duro lavoro
Fino a impegnare le lenzuola!
Come noi t'han colpito disgrazie
E le tue lagrime valgono i nostri pianti,
E le nostre lagrime unite ai tuoi pianti
Sono salaci e affascinanti.
E da quella pietà che tu
Ci porti esce una virtù
Sei un fratello che è una signora
E che è una moglie per ora...
Bene! poi dormiamo sino al mattino
Raggomitolati, e ron, ron, ron!
Avvicinati, che mi perdo
Il ventre in fondo alla tua schiena
I ginocchi incastrati ai tuoi
I tuoi piedi di bambina tra i miei
Avvolgi il culo nella camicia
Ma lascia che la mano che ti ho messo
Al caldo sotto il tuo gentile tappeto
Ecco! siamo a posto e nascosti.
Non è la pace, è una tregua.
Dormi? sì, nessun cattivo sogno,
E io sonnecchio tra allegri brividi
Col naso affondato tra i tuoi riccioli.
Fior d'eleganze
Idilli amorosi
Delle vacanze
Del novanta:
Di scappatelle
Dentro i castelli,
I tuoi compagni,
Anche i men sani,
Potrebber raccontare
Senza inventare
Senza fatica
Una dozzina;
E le cugine
Angeli decaduti
Di tali cucine
E di tal succhi
Sono abituate,
Povere donne
Sin dalla prima
Lor comunione:
Questo o fratelli,
Sempre in attesa
Degli adulteri
Su voi minazziosi.Balanite
E' un piccolo cuoricino
Con la punta all'aria;
Dolce e fiero simbolo,
E' un tenero cuoricino.
Ah! Che lagrime versa
Corrosive più del fuoco,
Prolungate meglio d'un addio,
Bianche come bianchi fiori!
Di viola vestito,
E' bello vederlo sortire,
Ma oh tutto il piacere
Che dà quando gli pare!
Come un vescovo in coro
Esso è pieno d'unzione.
La sua benedizione
Va dall'altare al coro.
Sol dalla sera mette
Sino al risveglio aurorale
L'anello pastorale
D'ametista e d'oro nero.
Poi il rito compiuto
Congruamente scaricato
Debitamente risistema
Il suo cappuccetto. Di un bacio ho paura
come di un'ape.
Io soffro e sto sveglio
senza mai riposo:
di un bacio ho paura!
Però amo Kate,
i suoi occhi belli.
Lei è delicata,
pallida e slanciata.
Oh,come amo Kate!
E' San Valentino!
Io devo e non oso
dire a lei al mattino...
Che cosa terribile
è San Valentino!
Lei mi è promessa
fortunatamente.Ballata Saffo
La mia mano maschile e femminile
sulla tua carne in festa passa e ride
dolce, ride e del tuo piacere gode.
Lo sai bene,essa è fatta per servirla,
bisogna che il tuo corpo io lo svesta,
lo inebri senza fine con un'arte
nuova nella carezza sempre pronta.
Io sono simile alla grande Saffo.
Lascia che la mia testa vaghi, e affondi
un pò selvaggia, all'avventura, in cerca
d'ombra,di odore e di un lavoro splendido
verso i gusti della tua gloria segreta.
Lascia andare l'anima del poeta
dovunque in campi o boschi, monti o valli,
come tu vuoi e se io lo desidero.
Io sono simile alla grande Saffo.
Allora stringo avido il tuo corpo,
la carne contro il mio corpo d'atleta
che si tende e a momenti si rilassa,
nel trionfo e nella disfatta beato,
in questa guerra del cuore e della testa.
Per la sterile stretta in cui il cervello
giunge a completare la natura
io sono simile alla grande Saffo. Calmi nella penombra
sotto questi alti rami,
colmiamo il nostro amore
di profondo silenzio.
Fondiamo anime, cuori,
i nostri sensi in estasi,
qui tra vaghi languori
dei pini e dei corbezzoli.
Socchiudi gli occhi, incrocia
le braccia sopra il seno,
allontana il domani
dal tuo cuore assopito.
Lasciamoci convincere
al soffio carezzevole
che viene ad increspare
l'erba fulva ai tuoi piedi.
E quando dalle querce
grave cadrà la sera,
cantando un usignolo
ci dirà disperati.