Arthur Rimbaud D'estate a calpestare per i sentieri
andrò,
dentro il grano che punge, l'erba tenera a sera.
Sognando, la freschezza ai piedi sentirò,
lascerò che mi bagni la testa nuda il vento.
Non parlerò, smarrito ogni pensiero umano,
ma infinito nell'anima mi crescerà l'amore
e andrò come uno zingaro lontano assai lontano
per la Natura lieto come con una donna.
August Von Platen
Chi ha guardato negli occhi la
Bellezza
è consacrato a una funesta sorte:
ogni urgenza del vivere disprezza
e più angosciato sarà la morte
chi ha guardato negli occhi la Bellezza.
E' una pena che dura per la vita
quella d'amare,ed è folle speranza
d'essere più forti di quella ferita:
quando Bellezza in noi ha preso stanza
è una pena che dura per la vita.
Come una fonte vorrebbe languire
e suggerire il veleno ad ogni brezza
e la morte dai fiori assorbire:
chi ha guardato nel volto la Bellezza
come una fonte vorrebbe languire.
Marina Ivanovna Cvetaeva
L'amore
è lama? E' fuoco?
Più quietamente - perchè tanta enfasi?
E' dolore che è conosciuto come
gli occhi conoscono il palmo della mano
come le labbra sanno
del proprio figlio il nome.
Guido Gozzano
Cocotte
I Ho rivisto il giardino il giardinetto
continguo,le palme del viale,
la cancellata rozza dalla quale
mi protese la mano ed il confetto...
II
"piccolino,che fai solo soletto"?
"sto gicando al Diluvio Universale"
Accennai gli stromenti,le bizzarre
cose che modellavo nella sabbia,
ed ella si chinò come chi abbia
fretta d'un bacio e fretta di ritrarre
la bocca,e mi baciò di tra le sbarre
come si bacia un uccellino in gabbia.
Sempre ch'io viva rivedrò l'incanto
di quel suo volto tra le sbarre quadre!
La nuca mi serrò con mani ladre;
ed io stupivo di vedermi accanto
al viso,quella bocca tanto,tanto
diversa dalla bocca di mia Madre!
"Piccolino,ti piaccio che mi guardi?
Sei qui pei bagni?Ed affittate là?"
"si..Vedi la mia Mamma e il mio Papà?"
Subito mi lòascò,con negli sguardi
un vano sogno(ricordai più tardi)
un vano sogno di maternità...
"Una Cocotte!..."
"che vuol dire,mammina?"
"vuol dire una cattiva signorina:
non bisogna parlare alla vicina!"
Co-co-tte..La strana voce Parigina
dava alla mia fantasia bambina
un senso buffo d'ovo e di gallina...
Pensavo deità favoleggiate:
i naviganti e l'Isole Felici...
Co-co-tte...le fate e i malefici
con cibi e con bevande affatturate...
Fate saranno,chi sa quali fate,e in chi sa quale tenebrosi offici!
III
Un giorno-giorni dopo- mi chiamò
tra le sbarre fiorite di vebene:
"o piccolino,non mi vuoi più bene!..."
"E' vero che tu sei una cocotte?"
Perdutamente rise...E mi baciò
con lepupille di tristezza piene.
IV
Tra le gioie defunte e i disinganni,
dopo vent'anni,oggi si ravviva
il tuo sorriso...Dove sei cattiva
Signorina?Sei viva? Come inganni
(meglio per te non esser più viva!)
la discesa terribile degli anni?
Oimé!Da che non giova il tuo belletto
e il cosmetico già fa mala prova
l'ultimo amante disertò l'alcova...
Uno,sol uno:il piccolo folletto
che donasti d'un bacio e d'un confetto,
dopo vent'anni,oggi,ti ritrova
in sogno,e t'ama,in sogno,e dice:"T'amo!
Da quel mattino dell'infanzia pura
forse ho amato te sola,o creatura!
Forse ho amato te sola!E ti richiamo!
Se leggi questi versi di richiamo
ritorna a chi t'aspetta o creatura!
Vieni! Che importa se non sei più quella
che mi baciò quattrenne? Oggi t'agogno,
o vestita di tempo!Oggi ho bisogno
del tuo passato! Ti rifarò bella
come Carlotta, come Graziella,
come tutte le donne del mio sogno!
Il mio sogno è nutrito d'abbandono,
di rimpianto.Non amo che le rose
che non colsi.Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state...Vedo la cas,ecco le rose
del bel giardino di vent'anni or sono!
Oltre le sbarre il tuo giardino intatto
fra gli eucalipti liguri si spazia...
Vieni!T'accoglierà l'anima sazia.
Fa ch'io riveda il tuo volto disfatto;
ti bacerò;rifiorirà,nell'atto,
sulla tua bocca l'ultima grazia.
Vieni!Sarà come se a me,per mano,
tu riportassi me stesso d'allora.
Il bimbo parlerà con la Signora.
Risorgeremo dal tempo lontano.
Vieni!Sarà come se a te,per mano,
io riportassi te,giovine ancora.